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I tipi di scie degli aerei e come riconoscerli

Non tutte le linee bianche nel cielo sono uguali. Saper riconoscere che tipo di scia si sta guardando rende ogni osservazione più precisa e aiuta a capire in che condizioni si trovava l'aria alla quota dell'aereo.

Tre aerei nello stesso cielo: senza scia, con scia breve, con scia persistente che si allarga Nessuna scia: aria troppo calda o troppo secca Scia breve: si dissolve in pochi secondi Scia persistente: resta e si allarga col vento in quota
Illustrazione originale di CieliBlu. Le dimensioni non sono in scala.

Nessuna scia

È il caso più comune per gli aerei a quote medio-basse e, in certe giornate, anche per quelli in crociera. Il vapore acqueo che esce dai motori si mescola con l'aria esterna senza mai raggiungere la saturazione: non si formano goccioline né cristalli e dietro l'aereo non si vede nulla. Succede quando l'aria è troppo calda (in genere sopra i −40 °C circa) oppure troppo secca. Registrare questi casi è importante: sono il termine di confronto che permette di capire cosa rende diverse le altre situazioni.

Scia breve

Una linea bianca sottile e netta che segue l'aereo per un tratto corto e scompare in pochi secondi, al massimo una decina. La miscela tra gas di scarico e aria fredda supera per un attimo la saturazione e forma cristalli di ghiaccio, ma l'aria circostante è sottosatura rispetto al ghiaccio: i cristalli sublimano quasi subito. Visivamente la scia ha una lunghezza costante, come se «inseguisse» l'aereo.

Scia persistente

La scia non si accorcia: resta visibile per minuti e a volte per ore, molto dopo il passaggio dell'aereo. Accade quando l'aria alla quota di volo è soprassatura rispetto al ghiaccio, cioè contiene più vapore di quanto ne serva perché il ghiaccio sia stabile. I cristalli non solo sopravvivono, ma crescono assorbendo vapore dall'ambiente. Nella pagina Le scie di condensazione trovi la spiegazione fisica completa.

Scia persistente che si allarga

Nelle ore successive una scia persistente può allargarsi fino a diventare una banda chiara larga anche alcuni chilometri, simile a un cirro. Il motivo è il vento in quota, che cambia di intensità e direzione con l'altezza (il cosiddetto wind shear): la scia viene stirata e i cristalli si distribuiscono su uno strato più ampio. Spesso sotto la banda si vedono strie sfrangiate che scendono verso il basso: sono cristalli più grandi che cadono lentamente. L'Atlante internazionale delle nubi dell'Organizzazione meteorologica mondiale classifica queste formazioni come Cirrus homogenitus (nubi prodotte da attività umana) e, quando si trasformano in nubi del tutto simili a quelle naturali, come homomutatus.

Scie aerodinamiche

Non nascono dal vapore dei motori ma dal movimento dell'aria attorno all'ala. Sopra l'ala e nei vortici alle estremità la pressione e la temperatura diminuiscono bruscamente; se l'aria è già molto umida il vapore condensa per un istante. Si vedono soprattutto da vicino, su aerei in decollo o in atterraggio con tempo umido, come veli bianchi sopra le ali o sottili filamenti dalle punte. Di solito durano pochissimo e non c'entrano con le scie di crociera che si osservano con CieliBlu.

Scie di dissipazione

Sono l'opposto delle scie di condensazione: un canale scuro o trasparente che si apre in uno strato sottile di nubi quando un aereo lo attraversa. Il calore dei motori e la turbolenza della scia fanno evaporare le goccioline, oppure le gocce sopraffuse (liquide sotto zero) congelano, crescono e cadono, lasciando un «buco» lineare nella nube. In inglese si chiamano distrail. Sono più rare e si notano meglio su strati di altocumuli o cirrocumuli.

Ombre di scia

Quando il sole è basso e sotto la scia c'è uno strato di nubi o di foschia, la scia può proiettare una linea scura su di esso. A volte l'ombra si vede anche senza che la scia stessa sia ben visibile, a causa della prospettiva. È un fenomeno ottico curioso ma non indica nulla di diverso dalla scia che lo produce.

Come registrarle in CieliBlu

L'app usa tre categorie semplici: nessuna scia, scia breve e scia persistente. Le scie che si allargano rientrano tra le persistenti. Le scie aerodinamiche e di dissipazione non hanno una categoria dedicata perché si formano con meccanismi diversi; se ne osservi una puoi descriverla nella nota personale dell'osservazione, che resta sul tuo telefono. La guida pratica Come osservare spiega come distinguere una scia breve da una persistente nei casi incerti.